E alla fine arriva Thérèse di Sara Pesaresi

E alla fine arriva Thérèse

Sara Pesaresi

Come ogni venerdì dal mio arrivo a Lubumbashi il reparto di pediatria mi dà il suo benvenuto con il “Jambo” di una delle mamme dei piccoli ricoverati all’ospedale del capoluogo del Katanga. Varco l’entrata e trovo i pazienti del reparto; sono bambini talmente piccoli da perdersi nei letti consumati del Sendwe, lettini troppo grandi per loro. Vado nella sala degli stagisti e incontro Gloria, la ragazza con cui ho iniziato la mia esperienza all’ospedale. Cartelle dei pazienti alla mano, MUAC per la misurazione del perimetro brachiale nella tasca del camice, una penna e siamo pronte per iniziare il nostro 3°giorno di stage assieme.

Passando da un letto ad un altro incontro i diversi volti con cui si manifesta la malnutrizione infantile: il viso da adulto, troppo vecchio e stanco per un bambino di soli 7 anni; il gonfiore su entrambi gli arti inferiori del 2°paziente; la banda rossa del MUAC che misura la magrezza del braccio del piccolo dell’ultimo letto. Nella stanza delle infermiere del reparto rimangono solo scatoloni con qualche sacchetto di Plumpynut, di F100 e di F75, alimenti terapeutici che da un po’ di giorni scarseggiano in ospedale. Sono immagini forti di una realtà lontana anni luce dalla nostra, sensazioni a cui non mi abituerò mai.

Durante la giornata ci occupiamo anche delle visite di controllo; oggi è arrivata Thérèse, una neonata di 3 mesi con degli occhi molto vispi che mi hanno subito colpita.
testimonianza SaraLe togliamo i vestiti per farle indossare la pancerina blu che la tiene sospesa mentre leggiamo il suo peso sulla bilancia; la lancetta segna 3 kg e 900 g, 1 kg e 400 g in più dal giorno della sua ammissione in reparto. Diamo la buona notizia alla nonna che ci sorride mentre le ridiamo la sua Thérèse, la riveste e insieme escono da pediatria. Thérése è l’ultima paziente di oggi.

Sono le 14, la nostra giornata al Sendwe è terminata. Mi tolgo il camice, scambio due parole con Gloria e prima di uscire saluto gli altri stagisti con il mio “au revoir” dalla pronuncia ancora un po’ zoppicante. Mentre cammino verso il cancello dell’ospedale per andare a prendere il taxi, ripenso a quegli occhioni neri; la strada verso l’uscita oggi sembra diversa, oggi il mio passo sembra più leggero; sorrido pensando a Thérèse.

Luglio 2015
Ospedale Sendwe – Lubumbashi – Repubbica Democratica Del Congo

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