Buona vita mia piccola Dulce

Buona vita mia piccola Dulce

 
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Hai presente quando ti senti felice? Bene io mi sento così… ma non c’è un motivo ben preciso!
 
Ogni viaggio, ogni esperienza che ho fatto nel Sud del mondo è stata diversa, immensamente meravigliosa a modo suo, ma in me ha provocato sempre lo stesso effetto: una grande serenità, tanta felicità e voglia di vivere!
La gioia non viene solo dal ricordo di quanto vissuto… anzi! Quando rientri porti con te anche tutte le difficoltà che hai trovato, il distacco con i piccoli o ancor peggio il dispiacere di non aver rivisto quel bimbo o quella bimba a cui ti eri tanto affezionato! Come la mia piccola Dulce… l’idea di riabbracciarla in questo mio secondo viaggio alla Ciudad de la Felicidad mi rendeva impaziente da mesi e quando sono arrivata l’ho cercata con gli occhi a lungo tra gli abbracci e i sorrisi di tutti gli altri bambini che ci hanno accolto.

Poi la mia domanda ad uno di loro:
“…y Dulce? Dónde está?” (“…e Dulce? Dove sta?”)
“Dulce no està, se fuè!”(“Dulce non c’è, se n’è andata!”)

…un pugno allo stomaco! … così ascoltare le canzoni che hanno accompagnato il viaggio e guardare le fotografie, molto spesso mi lascia in bocca un dolcissimo sapore di malinconia e a volte un’ingestibile nostalgia!

Mi guardo intorno, giorno dopo giorno, ad osservare la mia “parte di mondo”, un occidente che non fa che correre, produrre, alla disperata ricerca del denaro ad ogni costo…
La maggior parte della società in cui vivo è sempre scontenta, arrabbiata, stanca, nervosa, spesso opportunista, poco disposta ad aiutare gli altri, anche nelle piccole cose, persone che nella loro superficialità, fatta di apparenze, di calcio, di “Uomini e donne” e di “Grande fratello”, non si fermano a pensare e a riflettere…
E io invece mi trovo a remare piacevolmente contro corrente, respirando il mio grande amore per l’amore stesso e per la vita e trovando pace e serenità nel mio equilibrio, fatto di poche pretese e di una gioia legata ai piccoli gesti, un modo di affrontare l’esistenza- che non posso dire innato – in me stessa. Io l’ho imparato! L’ho letto negli occhi delle persone che ho incontrato a migliaia di chilometri di distanza dalla mia parte di mondo, persone la cui vita scorre senza poterla realmente afferrare e vivere a pieno, persone che non hanno la possibilità di scegliere una realtà diversa per se stessi e per i propri figli! Persone che non potranno mai vivere in una casa con il giardino, che non avranno mai la possibilità in tutta la loro vita di camminare a piedi nudi sull’erba soffice o sulla sabbia fresca dopo il tramonto, che non avranno mai e poi mai modo di uscire nemmeno per un momento dalla loro quotidianità, che non vedranno mai il mare o la neve, che non proveranno l’emozione di prendere un aereo per andare dall’altra parte del mondo a vedere con i propri occhi come si vive in un altro continente e a conoscere quali meravigliose tradizioni la cultura locale tramanda!
…e io? Cosa ho fatto per meritarmi invece una vita che mi dona tutto questo? Cosa ho fatto per meritarmi la libertà? La libertà di poter fare, conoscere, viaggiare, passeggiare, mangiare, bere, dormire al caldo in inverno e all’ombra in estate, studiare, ballare, leggere, ridere, cantare, scegliere, amare, vivere a modo mio? Non ho fatto assolutamente niente per meritarmi tanto, sono stata solo immensamente fortunata. Ed è proprio la fortuna, che assaporo piacevolmente ogni giorno, a farmi sentire così immensamente ricca.
Quando tornando a casa con il tuc tuc, il simpaticissimo taxi locale, entravamo nella baraccopoli limitrofa alla Ciudad de la Felicidad, catturavo con gli occhi tutto quello che potevo: l’immondizia abbandonata ai lati delle strade; ovunque cani randagi dal corpo scarno e dallo sguardo triste; i bambini che si affacciano ai lati dalle case di lamiera a guardarci curiosi, altri giocano a rincorrersi ed interrompono il gioco solo per salutare felici; i panni vecchi e strappati stesi alla meglio sulle rocce o sulle lamiere, a prendere tutta la polvere sollevata al passaggio dei ciclomotori sulle vie non asfaltate; la gente sempre indaffarata che però non perde mai occasione per fare un sorriso ed un saluto; le case costruite con materiali di fortuna, qualche mattone, lamiere, fango, foglie di palma.
E guardavo le nostre risate, per il procedere veloce e goffo del tuc tuc dallo specchietto retrovisore, come un film al rallentatore e vederci così, io Sara e Andrea, con addosso le magliette colorate della nostra associazione, a maniche corte a godere di una piacevole temperatura estiva, nonostante fosse dicembre, nelle mani una spesa a dir poco essenziale, trasportata dentro i sacchi neri che abitualmente usiamo per la spazzatura. Tutto questo non faceva che rinforzare la mia convinzione di essere tremendamente fortunata e incredibilmente felice!

Non sono i soldi a comprare la felicità e io ora lo so bene!

…e allora a te lettore che stai leggendo questa breve testimonianza dico a cuore aperto: non pensare a mettere da parte denaro, vivi! Balla, canta, viaggia, impara, sii curioso, lotta, sorridi, appassionati a ciò che fai e fai ciò che ti appassiona! Niente potrà arricchirti più di tutte le esperienze che farai, di tutte le persone che incontrerai, che avrai modo di conoscere, persone con cui potrai confrontarti, condividere, quelle che potrai perdere lungo il cammino o quelle che potranno diventare importanti per te! Ama, senza paura e senza riserve. Non importa quanti anni hai, inizia a vivere a pieno e ad approfittare della possibilità di godere della tua esistenza: è l’unica che hai a disposizione! Non lasciare che siano le circostanze della vita a condurti dove arriverai: decidi cosa ti rende felice, prendi in mano la tua vita e portala dove vuoi!

E se pensi di non saper come mettere a frutto questi consigli, se non sai cosa vuol dire “vivere a pieno”, allora fai un viaggio come volontario nel Sud del mondo, regala un mese del tuo tempo a queste persone e a questi bambini, osserva la loro vita, guarda i loro occhi e la gioia che sanno sprigionare… capirai immediatamente! In cambio ti regaleranno un’indimenticabile felicità che, se saprai apprezzare e coltivare di giorno in giorno, porterai con te per il resto della tua vita!

Veronica
Esquipulas (Guatemala), dicembre 2016 – gennaio 2017

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