Il mio cuore più colorato

Il mio cuore più colorato

Andrea Massei

L’emozione di vederli tutti con in mano le stelline scintillanti che illuminavano i loro occhi ed i loro sorrisi!!!
Attendevamo la mezzanotte, circondati dai tantissimi bambini della Ciudad de la Felicidad, impazienti di festeggiare la Navidad; inizia così la mia esperienza in Guatemala, decisamente diverso dal classico Natale passato tradizionalmente con la mia famiglia a casa.
La prima cosa che si nota all’arrivo, sono i paesaggi nuovi e decisamente diversi tra di loro: la bellezza della natura selvaggia, i colori sgargianti degli autobus addobbati di luci, le case incorniciate dal filo spinato e le aldee (piccoli villaggi costruiti con fango, lamiere e materiali di fortuna) che spuntano in tutto il territorio. Ricordo le persone ed i bambini che ci guardano e ci salutano sempre sorridenti e curiosi al nostro passaggio.
Le giornate al CRN (Centro di Recupero Nutrizionale) erano dedicate a sistemare e pitturare le stanze, insieme a Veronica e Sara, compagne di viaggio per questa bellissima esperienza; il mio ruolo da “Tesserato Amico” dell’associazione è stato quello di decorare le pareti “armato” di pennello, di una tavolozza improvvisata e dei soli colori primari.
In compagnia dello sguardo curioso di Engleber e dalla confusione dei giochi di Maria Cristina, i primi bambini ricoverati, ci siamo impegnati a rendere quelle stanze più allegre e divertenti con i personaggi dei cartoni animati. Poi la sera, quando ormai era buio, spesso con le torce dei telefonini, riprendevamo il sentiero per ritornare alla casa del volontario; passando prima vicino allo stagno, dove le rane fuggivano al nostro passaggio, poi di fianco al monastero ed infine arrivavamo alle case dei bimbi, riconoscibili già a grande distanza col solo udito. Stanchi, sporchi di colore e di polvere, ma felici ogni sera sempre di più per quello che stavamo facendo. Poi a letto dopo una cenetta di poche pretese e una doccia veloce con l’ormai indimenticabile odore dell’acqua che rimane impressa sulla pelle e tra le coperte.
Ogni giorno era un regalo: lo sguardo di un bambino, gli incoraggiamenti di Sara, Veronica e di Madre Silvia per il lavoro fatto, gli abbracci che scioglievano un muro che avevo creato per paura di legarmi troppo a quelle creature.

Andrea Nutrizionisti senza frontiere Malnutrizione infantile Guatemala non profit (1)

Grazie Vero & Saretta, grazie bambini, grazie Nutrizionisti Senza Frontiere.

Andrea

Dicembre 2016 – gennaio 2017

Esquipulas – Guatemala

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