PAN X TUTTI!

Il contesto generale:
Oltre un terzo del cibo prodotto ogni anno nel mondo per il consumo umano, cioè circa 2 miliardi di tonnellate di cibo, finisce nella spazzatura, benché sia in gran parte commestibile. Il dato emerge da un rapporto del gennaio 2013 dell’Institution of Mechanical Engineers, associazione degli ingegneri meccanici britannici. Fra le cause di questo spreco di massa ci sono le cattive abitudini di milioni di persone, che non conservano i prodotti in modo adeguato, le date di scadenza troppo rigide apposte sugli alimenti, le promozioni che spingono i consumatori a comprare più cibo del necessario, ma soprattutto l’enorme quantità di cibo che ristoranti, mense ospedali, forni, supermercati spreca vergognosamente ogni giorno.

A fronte dei miliardi di tonnellate di cibo gettato nella spazzatura, c’è un miliardo di persone al mondo che non ha accesso a sufficienti risorse alimentari. Solo in Italia i poveri ammontano a oltre 6 milioni. E’ quanto emerge nell’ultimo report dell’Istat che classifica circa il 10% della popolazione come poveri assoluti, ovvero coloro che “non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa”. Se al conteggio si uniscono le persone che vivono in condizioni di povertà relativa, si arriva al 16,6% della popolazione, ovvero circa 10 milioni e 48 mila italiani.

Solo in Europa vengono buttati circa 100 milioni di tonnellate di cibo ogni anno: una quantità che sarebbe sufficiente a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Sub Sahariana. In Italia secondo il Barilla Center for Food and Nutrition ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, per un valore di circa 37 miliardi di euro. Un costo di 450 euro all’anno per famiglia. Cibo che basterebbe a sfamare, secondo la Coldiretti, circa 44 milioni di persone. Chi per motivazioni economiche, chi per etica, chi per la sostenibilità ambientale, sono oltre 8 su 10 gli italiani che dicono no allo spreco alimentare, secondo il sondaggio Swg per Last Minute Market. Lo spreco alimentare “ognuno dovrebbe evitarlo” (8,7%), “andrebbe evitato per aiutare i bisognosi” (8,3), “è immorale quando c’è chi muore di fame” (8,3), “produce più rifiuti da smaltire” (8,2), “è un difetto del sistema economico” (8,0), “è perdita di risorse che mette a repentaglio il futuro del pianeta” (7,8). Il 78% degli italiani chiede l’assunzione di responsabilità di ogni cittadino nel suo piccolo per evitare gli sprechi alimentari, senza essere realmente consapevole degli enormi sprechi della piccola e grande distribuzione.

Obiettivo generale: Ridurre gli sprechi alimentari e di conseguenza l’inquinamento e garantire allo stesso modo l’approvvigionamento di cibo alle classi meno abbienti

Obiettivo specifico: L’accesso a risorse alimentari ed idriche adeguate in qualità e quantità è un diritto di tutti, lo dice la FAO, ma ad oggi questa resta un’utopia in quanto non è divenuta realtà nemmeno nei paesi considerati ricchi ed industrializzati. Questo progetto ha lo scopo di facilitare l’accesso alle risorse alimentari a quella classe di persone in gravi ristrettezze economiche che non hanno la possibilità di comprare quotidianamente del cibo per se stessi e per le proprie famiglie

Attività: L’associazione coinvolge panifici, pizzerie, rosticcerie, supermercati affinchè aderiscano al progetto. Grazie a “Pan per tutti” persone meno abbienti potranno recarsi nell’ultima mezz’ora prima dell’orario di chiusura di tali esercizi e presentando una tesserina potranno ritirare a titolo gratuito il cibo necessario al fabbisogno di se stesso e della propria famiglia per la cena. Le tesserine verranno distribuite dall’associazione, previa verifica dei requisiti e da altri enti caritatevoli che entreranno come partner nel progetto.

 

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